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Salve a tutti, sono Viviana Ricciardone, Guida Turistica Autorizzata della Campania e del Parco Nazionale del Cilento.

Quando ho intrapreso il percorso di studi universitario in Lingue Straniere, mai avrei creduto di diventare guida e di utilizzare la conoscenza dell’inglese e del francese, non per l’insegnamento, ma per divulgare l’arte, il paesaggio e la storia 

Ora non riuscirei a vedermi in nessun altro lavoro! Giorno dopo giorno, la mia attività è “cibo per la mente”. Continuo man mano ad approfondire ed ampliare la visione degli aspetti di un territorio; mentre l’interazione con singoli viaggiatori o gruppi determina uno scambio bidirezionale, quindi una crescita, non solo cognitiva, ma di sensibilità. Tutte cose che cerco di trasmettere perché solo se conosci la storia del tuo posto, puoi salvaguardarla.

Ad oggi vivo nel mio paese natio, Teggiano, base strategica da cui mi muovo per visite guidate in tutta la regione Campania. L’innato amore per la natura e l’esperienza biennale in educazione ambientale presso la meravigliosa Oasi Fiume Alento, mi hanno dato un discreto bagaglio per ciò che riguarda ambiente, biodiversità e vegetazione, del Parco Nazionale del Cilento.

Altra mia passione è il folklore, i culti, le tradizioni, i cibi rituali. Le mie visite guidate saranno condite anche di questo!

IL TERRITORIO 

Il Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni si trova a sud della regione Campania, in provincia di Salerno. Istituito nel 1991, dal ’98 è entrato a far parte della lista dei siti Unesco per il suo valore culturale nazionale e internazionale.

Le “tre punte di diamante” che gli hanno fatto conquistare il meritato posto nella classifica dei beni riconosciuti Patrimonio Mondiale dell’Umanità sono: la Certosa di San Lorenzo a Padula, complesso monastico tra i più grandi in Europa e fabbrica di sperimentazione dello stile barocco nel Sud Italia, le rovine dell’antica città di Elea-Velia e i templi dorici dell’antica città di Poseidonia-Paestum, due esempi di colonie della Magna Grecia.

Oltre ai siti più importanti, una marea di aree archeologiche costellano il territorio, anche nei fondali marini, e molti sono i musei che raccolgono reperti di antiche città o resti preistorici che documentano la presenza umana già dalla Preistoria.

Santuari cristiani sono disseminati sulle cime delle principali catene montuose, oggetto ancora oggi di pellegrinaggi a piedi nel giorno della ricorrenza al santo. Nei fianchi delle montagne, lì dove si aprono grotte naturali, esistono chiese rupestri che presentano affascinanti affreschi sulle pareti di roccia viva. Mentre i centri storici, quasi tutti allocati su colline, conservano in parte l’aspetto medievale con avanzi di mura difensive, la piazza, e i due poli civile e religioso: il castello e la chiesa.

Il territorio è interessante sotto molti aspetti: oltre quello storico e culturale, infatti, anche naturalistico. Dal mare alla montagna, dalla collina al paesaggio fluviale delle sue piane, si presenta ricco e variegato. La fioritura spontanea delle orchidee presso la Valle delle Orchidee, alle pendici del Cervati, o quella della lavanda sul massiccio del monte Bulgheria sono alcuni dei colorati spettacoli naturali che il Parco offre.

La Primula palinuri, poi, è l’endemismo divenuto logo del Parco. I fenomeni carsici come i complessi in grotta a Pertosa e Castelcivita e la stratificazione geologica del flysh del Cilento sono osservabili attraversando il territorio da una parte all’altra.

I suoi prodotti enogastronomici sono numerosi: dal fico bianco dottato, utilizzato secco e farcito con scorzetta di arancia, mandorle e finocchietto, alla mozzarella di latte di bufala, la sopressata suina, il peperone essiccato, nonché un’innumerevole quantità di piante erbacee commestibili.

L’utilizzo di queste ultime, associato a buon olio di oliva, la poca carne messa sulla tavola e varie qualità di cereali, sono alla base della Dieta Mediterranea. Regime alimentare obbligato nel passato, trend e moda nel presente, il Cilento è uno dei luoghi riconosciuti dall’Unesco come patria di questo stile di vita. Il carattere isolato di alcuni insediamenti e la lontananza dalle grandi città hanno forse contribuito a preservare le molte tradizioni, gli usi, il folklore. L’uomo cilentano è il frutto dell’interazione con il suo ambiente naturale, di un adattamento secolare.

Di seguito, il link per leggere le schede redatte dall’Unesco:

CILENTO AND VALLO DI DIANO NATIONAL PARK (ENGLISH)

PARC NATIONAL DU CILENTO ET VALLO DI DIANO (FRANçAIS)

PARCO NAZIONALE DEL CILENTO E VALLO DI DIANO (ITALIANO)